SI E’ APERTA LA VIA DELLA SPERANZA


Carlo Spagnolli - Zimbabwe - marzo 2005

 

Carissimi Amici,

al termine di una lunga giornata operatoria al Guidotti mi preme potervi comunicare tutte le bellissime iniziative organizzate dal 2001 a questa parte a favore dei nostri Malati di AIDS.

 

Come ben ricorderete, nella prima edizione della Nuvola di Tapina gran parte del libro era dedicata ai drammi e alle sofferenze dei Malati di AIDS, in particolare delle Donne e dei Bambini, che vedevamo morire a centinaia nei letti del Luisa Guidotti Hospital potendo loro offrire soltanto amore e cure palliative e di sostegno fino alla inevitabile morte.

Uno spettacolo da far sanguinare il cuore, tale da suscitare la ribellione interiore sia mia che della Dr. Pesaresi.

Ricordo ancora come fosse ieri l’agonia prolungata del piccolo Bruce, un bambino buono e paziente, che la Malattia aveva gradualmente ridotto ad un tronco sofferente e contorto a causa delle neuropatie periferiche e in ultimo anche della meningoencefalite criptococcica, malattie opportunistiche degli immunodepressi che causano atroci sofferenze e poi la morte. Ricordo ancora come fosse ieri i suoi occhioni spalancati, quasi a chiedere PERCHE’? e anche: AIUTAMI!

Tremenda questa Sofferenza degli Innocenti, contagiati nell’utero materno a causa dell’egoismo sessuale dei padri; Bambini nati non per godere la vita ma per soffrire e morire. Inaccettabile!

Creature a cui la Vita viene negata, come alle loro Mamme che vengono contagiate contro volontà e che nei periodi più dolci della vita coniugale, la gravidanza e il parto, quando l’attesa della nuova Vita dovrebbe essere solo motivo di gioia, contro la loro volontà trasmettono la Morte ai loro figli durante il travaglio di parto e l’allattamento al seno!

 

Noi Medici ci stavamo davvero “ bruciando” interiormente, apparentemente impotenti di fronte alla Grande Strage….

Impossibile a quei tempi (solo quattro anni fa!) proporre a qualcuna delle nostre Infermiere, il cui stato clinico faceva presagire il peggio, anche SOLO DI FARE IL TEST DELL’HIV, quel semplicissimo esame che è l’inizio della terapia.

Allora risultare sieropositivi aveva il valore di una Condanna a Morte per AIDS: niente terapie, troppo costose, a livello siderale, i farmaci che venivano usati nei Paesi più fortunati erano ancora irraggiungibili!

 

 

 

QUINDI TUTTI COLORO CHE SAPEVANO DI ESSERE AMMALATI LO NASCONDEVANO FINO ALLA MORTE, CONTRIBUENDO INTANTO ALLA DIFFUSIONE DELLA MALATTIA ATTRAVERSO L’ATTIVITA’ SESSUALE.

UN CIRCOLO VIZIOSO CHE ANCORA NON E’ STATO SCONFITTO IN MOLTI PAESI AFRICANI, COME IL SUDAFRICA IL CUI PRESIDENTE ANCORA OGGI HA LA SPUDORATEZZA DI NEGARE DI AVER MAI VISTO QUALCUNO MORIRE DI AIDS…..

 

LA NEGAZIONE DELLA MALATTIA AIDS E’ BENZINA SUL FUOCO DELLA PANDEMIA.

LA NEGAZIONEDELLATRASMISSIONE SESSUALE DELLA MALATTIA AIDS E’ SUPREMO, IRRESPONSABILE EGOISMO MASCHILE.

 

Altro che citare le culture locali con le loro presunte differenze, come piace a molti che si ritengono illuminati e progressisti….qui si tratta dell’egoismo del Maschio nei confronti della Donna e dei Bambini!

 

POI UN GIORNO……

 

Un bel giorno del 2001 una delle nostre Infermiere di Sala Operatoria,Cristina, ci arriva in Studio la mattina presto, piangendo: Dottori,aiutatemi, sto perdendo la vista!

Gli esami rivelano subito una immunodepressione spiccatissima e la distruzione quasi totale della retina a causa di un’altra Malattia Opportunistica, la corionretinite da citomegalovirus.

Cristina viene mandata subito all’Ospedale Sacco di Milano, dove viene messa in Terapia specifica e la Malattia viene bloccata allo stadio cui era arrivata. Dopo sei mesi di vita in Comunità rientra al Luisa Guidotti completamente cambiata in meglio, rifiorita, ingrassata, con la cute ben lucida (che nei soggetti di razza nera e’ segno di buona salute)

 

UNA TRASFORMAZIONE IN POSITIVO!

 

E’ stato come quando in primavera si rompe il ghiaccio che bloccava il corso di un torrente di montagna:

La nostra Gente si e’ resa conto che l’AIDS non significava più una condanna a morte, che si poteva uscire dall’incubo e dalla disperazione!

subito altre nostre Infermiere hanno richiesto, sapendo di avere mariti infedeli e sospettando il contagio, di fare il Test HIV. Quelle sieropositive e immunodepresse sono state messe in Terapia con farmaci inviati dai Colleghi del Sacco altri amici di Milano.

Ma si contavano sulle dita di una mano, i farmaci erano pochi !

 

CHE FARE? Intanto la Domanda di Tests e Terapie continuava ad aumentare….

 

UN INCONTRO FONDAMENTALE

 

Alla fine del 2001 Claudio Merighi accompagna me e Angelina, mia moglie, a visitare gli amici della Fondazione Don Gnocchi di Milano, con cui allora si era agli inizi di una bella collaborazione nel settore della Riabilitazione funzionale per i Disabili.

Mi viene presentato un Signore alto e distinto, reduce dal Kossovo dove aveva appena edificato e inaugurato un Centro di Riabilitazione dedicato al figlio Roberto, perito in incidente aereo nella caduta di un aereo dell’ONU mentre era in missione umanitaria: si trattava di Sebastiano Bazzoni fondatore e anima dell’Associazione Roberto Bazzoni Onlus di Milano.

Un Uomo che ha saputo trasformare una terribile tragedia familiare in una incredibile occasione di Bene per migliaia di poveri e di sofferenti in vari Paesi del Mondo…..

Trovo subito un orecchio attento e preciso, ma soprattutto un cuore grande e generoso:

 

nel luglio del 2002 cominciamo al Luisa Guidotti Hospital il primo Programma di Terapia Antiretrovirale (virus HIV) di tutto lo Zimbabwe, gratuito e su larga scala, col finanziamento appunto dell’Associazione Bazzoni.

 

SI ERA APERTA LA VIA DELLA SPERANZA PER CENTINAIA DI PERSONE!

 

A quei tempi erano stati immessi sul mercato sudafricano i cosiddetti Farmaci Originatori a basso costo, cioè quelli delle Compagnie Farmaceutiche che avevano sottoscritto l’appello dell’ONU per fornire appunto farmaci a basso costo a molti Paesi africani e asiatici duramente colpiti dalla Pandemia. Gia’ allora costavano mediamente un decimo delle Terapie utilizzate in Italia,circa 110 USD al mese per persona. Con l’aiuto dell’amico Armando Bernardini della Bristol Myers contattai il fornitore in Sudafrica e ci mettemmo d’accordo sulle forniture (tramite Rappresentante in Zimbabwe) e sui pagamenti.

 

Tra le decine di pazienti che beneficiarono subito dei farmaci ricordo Scholastica, una giovane Mamma che mi arrivò in Ospedale con l’arto inferiore sinistro completamente contratto in flessione sul tronco, a causa di un ascesso profondo del muscolo psoas provocato da TBC dei linfonodi iliaci profondi su base AIDS: soffriva da cani, aveva lo sguardo smarrito e stremato.

 

Dovetti procedere allo svuotamento dell’ascesso, che evacuò un vero lago di pus, seguito dalla Terapia della TBC e poi da quella Antiretrovirale. L’enorme cavità ascessuale ci mise due mesi a riempirsi, poi pian piano Scolastica ricominciò a camminare, alimentarsi meglio e aumentare di peso...un vero miracolo! Scholastica adesso non deve preoccuparsi di altro che non i suoi numerosi Bambini!

Ricordo ancora con commozione anche l’amico e nostro Infermiere Professionale Leonard, pure affetto e forse ancora più gravemente dalla Malattia, ridotto ad uno scheletro ambulante, con un enorme ascesso retroperitoneale sempre originato da linfadenite TBC che, inciso, evacuò circa 4 litri di pus! Sotto le Terapie specifiche ci fu un lento e costante miglioramento, intervallato dall’incisione di altri innumerevoli ascessi al collo, all’addome e al petto…..poi Leonardo recuperò le forze per riprendere il lavoro dell’Ambulatorio…e diventò, come Cristina e tanti altri Infermieri del Guidotti, Counsellor ufficiale per l’AIDS di tanti Malati disperati: colui che spiega e incoraggia gli altri Malati di AIDS quando raggiungono la soglia dell’Ospedale…

Coloro che negavano la propria Malattia aiutano ora gli altri a riconoscerla, primo passo verso la nuova Vita!

 

Anche Cristina svolge questo nobile compito,oltre a continuare ad aiutarmi in Sala Operatoria,dove ha sviluppato una particolare sensibilità tattile che le permette, da terzo di Sala, di porgere strumenti e suture quando opero….un altro piccolo miracolo, non da poco!

 

Così pian piano arrivammo nel 2003 ai primi 100 pazienti,tra cui molti Bambini!

E molte Infermiere Professionali del nostro e altri Ospedali, avendo noi stabilito dall’inizio come Priorità ’ la Terapia del Personale Sanitario, raro e prezioso aiuto in Africa per curare i Malati!

 

IL SALTO IN AVANTI

 

Fu merito dell’appoggio costante e affettuoso di Sebastiano Bazzoni, che ci dava fiducia e ci incoraggiava…..

Nella seconda metà del 2003 il Governo Zimbabweano approvò l’uso dei Farmaci Generici dall’India, e anche questa fu una piccola rivoluzione!

Detti farmaci, della stessa composizione degli originatori ma ad un quinto del costo dei precedenti, furono finalmente immessi sul mercato zimbabweano ( e adesso vengono anche prodotti in loco).

Sulla base della positiva esperienza degli amici della Comunità di S. Egidio in Mozambico, tramite il Dr.Gianni Guidotti, presi contatto con la Ditta CIPLA di Bombay per le prime forniture, che cominciarono ad arrivare via aerea direttamente ad Harare.

 

Farmaci molto facili da somministrare: una compressa al mattino e una alla sera, a differenza degli altri che andavano somministrati ad ore diverse,tre o quattro volte al giorno e in relazione ai pasti.

Ciò ha comportato una più facile aderenza dei Malati agli schemi di Terapia e un lavoro più facile per tutti noi.

 

Sebastiano, instancabile nel promuovere raccolte di fondi in giro per il Mondo (da Dublino a Boston a Milano…) ci permise di mettere in Terapia centinaia di Persone, fino al livello di questi giorni che arriva a 634 pazienti, di cui 141 Bambini sotto i 12 anni.

 

UNA RIVOLUZIONE CULTURALE

 

Il Programma di Terapia Antiretrovirale ha avuto un successo clinico evidente, dato che la maggior parte dei malati che hanno assunto i farmaci in modo costante sono migliorati clinicamente e hanno ripreso vita attiva nella famiglia e nella società. Non vi possono più essere dubbi sulla loro efficacia e sulla rarità di effetti collaterali nocivi al paziente!

L’effetto più importante però e’ stato forse quello della trasformazione culturale del modo di rapportarsi dei pazienti e delle loro famiglie alla Malattia. La disponibilita’ dei farmaci efficaci ha rotto il ghiaccio paralizzante della negazione della Malattia provocato sia da vergogna a dichiararsi sieropositivo sia dal terrore della morte certa.

Ciò a riprova del fatto che, anche in Africa, non si possono più proporre Programmi di sola Educazione Sanitaria e di Prevenzione dell’AIDS a meno che non si rendano disponibili al tempo stesso le Terapie! Malati di AIDS che sanno di non dover più morire di morte certa e atroce, diventano molto più disponibili anche a cambiamenti di comportamento e di concezione della vita, anzi diventano Testimoni di Verità e di Speranza!

Come tutti i Pazienti di questo Mondo, anche quelli africani hanno prima diritto ad essere curati bene e professionalmente, e solo dopo hanno il dovere di ascoltare prediche e sermoni….

 

E’ stato commovente veder passare i nostri primi Pazienti dal timore di essere riconosciuti come sieropositivi e dalla richiesta di assoluta privacy,ad un atteggiamento successivo di tale serenità che ormai tutti coloro che hanno bisogno di queste Terapie vengono a prendersele in pubblico dalla Farmacia dell’Ospedale, senza alcun rispetto umano!

LA CHIAVEDIVOLTA PER SCONFIGGERE L’AIDS,OLTRE CHE AMMETTERNE L’ORIGINE E L’ESISTENZA, E’ QUELLA DI CONSIDERARLO UNA MALATTIA CRONICA COME MOLTE ALTRE!

BASTA CON LA VERGOGNA E COL NASCONDIMENTO,COME SE L’AIDS FOSSE UNA MALATTIA DEI PECCATORI SESSUALI!

COL SENSO DI COLPA NON SI COSTRUISCE NULLA DI BUONO,INVECE SI CONDANNANO A MORTE MOLTI INNOCENTI….

E viene spontaneo il paragone con la situazione dei Malati di Lebbra nel Medioevo: separati e cacciati lontano, considerati malati in quanto peccatori….

 

Noi al Guidotti, parlando con i nostri pazienti, paragoniamo sovente l’AIDS al diabete con necessità di insulina giornaliera,ed e’ un paragone che tutti capiscono molto bene e che incoraggia: il diabetico e il malato di Aids hanno bisogno giornaliero dei loro farmaci e in cambio ricevono una vita pressoché normale….

Questo e’ stato il grande miracolo degli ultimi venticinque anni(tanti ne sono passati dalle prime diagnosi di AIDS in quel di S.Francisco) : grazie alla ricerca medico-farmaceutica e alla profusione di sforzi di coloro che si rifiutavano di lasciar morire i pazienti di AIDS siamo arrivati alla disponibilita’ sempre più allargata e abbondante di Farmaci Generici efficaci e a basso prezzo,speranza di vita per i 40 milioni di persone sieropositive (dato probabilmente in difetto), che ne hanno o avranno presto bisogno nel Mondo.

Le Terapie stanno diventando sempre più facili da assumere e sempre meno costose,dato che numerosi Programmi di Terapia stanno decollando in tutto il Mondo e l’offerta di Farmaci e’ sempre piu’ abbondante.

Di grande interesse la recentissima approvazione dei Farmaci Generici prodotti dalla Ditta Aspen del Sud Africa da parte della FDA, la Federal Drug Administration USA, che finora era stata riluttante ad approvare Farmaci che non fossero originatori. Data l’autorevolezza farmacologia della FDA e l’appoggio della Presidenza USA (che intende fornire i farmaci generici per la Terapia di 2 milioni di malati di AIDS nel mondo, con un budget di 15 miliardi di Dollari) vi sono buone prospettive che i Programmi Pilota come il nostro,come quello della Comunità di S.Egidio in Mozambico, di Medecins Sans Frontieres (5000 malati in terapia al momento in vari paesi africani),

 

della Fondazione Bill and Melinda Gates in Botswana abbiano contribuito ad aprire la strada per una vera valanga di Terapie antiretrovirali soprattutto in Africa!

 

Qui in Zimbabwe sta finalmente per partire un programma di Terapia finanziato per 4,8 milioni di Euro dalla Comunità Europea tramite il CESVI ed il COSV, due ONG italiane, che hanno tratto molto beneficio dalla nostra esperienza al Luisa Guidotti.

 

IL VALORE DEI PICCOLI PROGETTI

 

Il progetto HAART (Highly Active Antiretroviral Therapy) della Fondazione Bazzoni ha anche dimostrato ampiamente il valore dei piccoli Progetti finanziati e portati avanti da Associazioni private in congiunzione con Ospedali Missionari. Come sempre,molti anni prima delle grosse Organizzazioni Internazionali come OMS ed Unicef, gravati da incredibili lentezze burocratiche e da enormi spese di Personale(tanto che l’80% dei loro bilanci viene appunto impiegato nei compensi del loro Personale più spese organizzative e solo il 20% arriva affettivamente ai Beneficiari, cioè agli Ammalati)

Nel nostro Progetto invece le spese di organizzazione e di Personale sono ridotte al minimo indispensabile.

 

In questi ultimi anni si sono tenuti a livello internazionale decine e decine di Convegni sull’AIDS, con spese ingentissime, mentre la Pandemia dilagava come il fuoco nella savana.

Molto tempo prezioso e’ stato ormai perso per l’azione, centinaia di migliaia di malati sono morti senza Terapie per opportunismo politico, avidità, addirittura opposizione pseudoscientifica al valore delle Terapie. Ciò anche perché gli Organismi Internazionali raramente vivono le tragedie e i problemi sul campo, come facciamo noi, al massimo organizzano Missioni di studio e Convegni a livello di Capitali e lasciano il Paese senza essersi “sporcate le mani”. Troppe teorizzazioni. Troppa “political correctness”. Troppo poco realismo!

 

L’iniziativa benefica privata invece, come sempre, apre la via della vera Speranza.

 

Al Luisa Guidotti inoltre e’ iniziata, nell’ambito del Programma, la prima Collaborazione diretta tra un Ospedale Missionario e un Istituto Universitario italiano (quello di Malattie Infettive dell’Università’ di Catania), col vantaggio che quest’ultimo ha inviato un suo Docente, il Prof. Nigro, insieme ad alcuni Specializzandi, che per periodi di alcuni mesi nel 2004 ci hanno dato una grossa mano nella gestione dei Malati e nell’ottimizzazione del Programma.

 

Sono in vista altre Missioni lunghe nel quadro di una Collaborazione di lunga durata.

Anche questo un primato validissimo e molto importante ad onore della Associazione Roberto Bazzoni!

Ultimo ma non meno importante il contributo delle nostre Associazioni (Lifeline Dolomites e Associazione Amici Sen. Spagnolli, Rotary Club di Rovereto) al buon andamento del Programma,con:

1) la costruzione grazie al Rotary Club dell’Ostello-Sala Conferenze “Dr. Matteo Leonardi” al Luisa Guidotti Hospital, anche come base di appoggio per le attività dell’Università di Catania (seminari,gruppi di lavoro, alloggio per i Colleghi e lo Staff Sanitario locale)

2) il preziosissimo sostegno alimentare sia attraverso l’acquisto in loco di alimentari ad alto contenuto proteico (fagioli, fagioli di soia, olio ecc) (Progetto Lifeline Dolomites con CRI di Vigo di Fassa) sia con l’invio in containers di alimenti altrettanto preziosi (ambedue le Associazioni)

3) l’invio di Latte in polvere da parte dell’Associazione Medaglia Miracolosa di Lugano in collegamento con la Croce Rossa Elvetica, finora quasi 17 tonnellate che sono in corso di distribuzione nei vari Progetti

 

Il Programma Alimentare e’ assolutamente complementare a quello Farmacologico: i pazienti di AIDS in particolare hanno bisogno di alimenti ad alto contenuto proteico e vitamine per riprendere rapidamente ed efficacemente un buon livello immunitario e combattere le loro Malattie Opportunistiche, che sono quelle che li uccidono (TBC polmonare ed extrapolmonare, Linfomi.Sarcomi di Kaposi, Polmonite da Pneumocystis Carinii, Meningoencefalite da Criptococco, Diarree croniche da Critposporidium ecc)

 

GRAZIE a tutti coloro che lo rendono possibile!

BONUM DIFFUSIVUM SUI

 

Di grandissima importanza e beneficio ai Malati sono stati gli sviluppi collaterali del nostro Programma ,pur essendo molto giovane due anni e mezzo di vita soltanto:

 

I questi due anni e mezzo abbiamo volentieri accolto al Luisa Guidotti Colleghi e Amici di altri Ospedali Missionari o Associazioni e ONG interessate ad aprire altri programmi di Terapia in Zimbabwe.

E’ così che per esempio sono iniziati i Programmi di Terapia all’Ospedale Missionario St.Albert’s nel Mashonaland Central, quello all’Ospedale St.Michael’s nel Mashonaland West, quello a Murambinda Mission Hospital nel Mashonaland East e altri.

 

 

E abbiamo influenzato positivamente anche gli Amici del CESVI e del COSV a mettere in piedi il loro Programma con la Comunità Europea.

Dal Luisa Guidotti si e’ irradiata un’ondata di bene e di iniziative a favore dei Malati di AIDS che ci rende giustamente orgogliosi e felici!

 

 

 

SALVANDO UNA MAMMA SI SALVANO MOLTI BAMBINI!

 

Uno dei più avvincenti e importanti sviluppi del Programma HAART Roberto Buzzoni e’ stato comunque l’avviamento a spron battuto del Programma PMTCT PLUS (che significa Programma di Profilassi del Passaggio del Virus HIV da Mamma a Neonato, PIU’ la Terapia della Mamma).

Fino ad ora infatti tutti i Programmi salvo il nostro si erano incentrati sulla Profilassi con Nevirapina, un farmaco antiretrovirale, del passaggio del virus HIV da Mamma a Figlio dosando la Mamma durante il travaglio di parto e il Figlio a 48 ore dal parto.

Buoni risultati per il Neonato (riduzione del 70% del rischio di trasmissione ) ma pessimi per la Mamma, che veniva lasciata morire, con conseguente aumento del numero di Orfani da AIDS, malamente affidati a Zii e Zie, Nonni e Nonne, o ai fatiscenti Servizi Sociali Nazionali.

UNA TRAGEDIA EPOCALE!

Anche in questo settore, con l’Associazione Roberto Bazzoni,siamo stati i primi in tutto lo Zimbabwe ad offrire Terapie alle Mamme che risultando sieropositive (con test volontario in gravidanza) acconsentivano alla Profilassi per il loro Neonato.

 

L’importanza del Programma PMTCT Plus risiede anche nella tragica realtà di questi Paesi, dove l’AIDS falcia senza misericordia ormai da molti anni…..spesso le Mamme che muoiono di AIDS lasciano dietro di se’ NON SOLO I LORO FIGLI, MA ANCHE QUELLI DI SORELLE E FRATELLI MORTI DI AIDS, CUI ESSE ACCUDIVANO!

 

QUINDI CURANDO UNA MAMMA SI SALVANO SPESSO DA CINQUE A DIECI BAMBINI, A VOLTE ANCHE PIU’ !!

 

IL PMTCT PLUS E’ SENZA DUBBIO IL PROGRAMMA DI TERAPIA AIDS CON MAGGIOR BENEFICIO FAMILIARE E SOCIALE RISPETTO AL COSTO.

E FUNZIONA!

 

L’apertura del Programma e’ servita anche a decentrare le Terapie sulle rispettive zone di appartenenza, facilitando la Terapia a molti dei vecchi pazienti che venivano al Guidotti da ogni angolo dello Zimbabwe, spesso da duecento o quattrocento chilometri, e che dati gli aumenti tremendi del costo dei trasporti (inflazione mediamente sul 300% negli ultimi due anni!) dovevano rinunciare a venire in Ospedale a ritirare i farmaci con cadenza mensile e bimensile, diventando automaticamente defaulters e mettendo a rischio la loro salute e quella degli altri (rischio di resistenza virale ai farmaci)

 

Si e’ deciso quindi di aprire il Programma PMTCT Plus in quattro Centri:

 

1) Luisa Guidotti Hospital (Mutoko) : 55 Mamme attualmente in Terapia

 

2) St.Michael’s Hospital (Ngezi), 320 km a sud del Guidotti : 78 Mamme in Terapia

 

3) Nyamayaro Gazema Clinic di Chinhoyi, 280km ad ovest del Guidotti: 25 Mamme in Terapia

 

4) Centro di Salute e Promozione della Donna, “Sen. Giovanni Spagnolli” in Marlborough (Harare), 180 km a sud del Guidotti: 5 Mamme attualmente in Terapia.

 

Detti Centri, come detto sopra, provvedono a dispensare le Terapie Antiretrovirali anche ai Pazienti del Programma Originale (di ambedue i sessi e anche i Bambini) che risiedano appunto nella loro area, riducendo così il rischio di defaulting (abbandono della Terapia)

 

Il Centro di Salute Giovanni Spagnolli e’ stato acquistato e reso operativo grazie al sostegno finanziario della Associazione Roberto Bazzoni, e se Dio vuole (se si trovano i fondi!) assocerà alla Clinica vera e propria anche un Laboratorio di Taglio e Cucito, una Scuola di Computers e altre attività di promozione professionale della Donna, affidate alle Suore di Maria Bambina della Comunità di Harare. Io ne sono il garante dal punto di vista Medico.

 

E’ importantissimo ricordare che, nei limiti delle nostre possibilità economiche, occorre non solo curare le Mamme malate di AIDS ma anche dare loro il massimo possibile di Indipendenza economica attraverso Corsi Professionali: molte di loro sono infatti già rese vedove dall’AIDS, altre devono assolutamente rendersi indipendenti economicamente da partners abusivi, violenti e infetti da AIDS,per garantire la loro sopravvivenza e quella dei Bambini già nati!

 

In questo modo il nostro Programma di Terapia acquista un Valore Aggiunto di tipo sociale che aumenta le possibilità di sopravvivenza di una Donna e dei suoi Bambini.

 

ADOZIONE A DISTANZA DELLE MAMME MALATE DI AIDS

 

In parallelo ai generosi finanziamenti della Associazione Bazzoni,abbiamo lanciato in Italia l’appello (e lo lancio anche in questa Sede) per raccogliere fondi destinati ad “adottare” le Terapie delle Mamme malate di AIDS nei nostri quattro Centri.

Il Gruppo della LILA di Catania (Lega Italiana di Lotta all’AIDS) ha già contribuito molti farmaci, che vengono acquistati sempre sotto forma di generici dalla CIPLA di Bombay e spediti a loro spese in Zimbabwe.

 

Anche le nostre Associazioni Lifeline Dolomites di Pozza di Fassa e Amici del Sen.Spagnolli di Rovereto sono già attive in questo senso e raccolgono fondi. Possono essere contattate da tutti coloro che siano interessati a questo bellissimo Progetto.

 

Carissimi Amici che leggete, venite incontro anche voi a queste Mamme povere e coraggiose,contribuite a salvare con loro la vita di tanti Bambini che diventerebbero Orfani, soggetti ad ogni sorta di violenze e ad una vita di sofferenze e di penuria!

 

 

Il vostro Carlo Spagnolli e famiglia

 

Chinhoyi, 5 marzo 2005


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