PROGETTO SANITARIO POLISPECIALISTICO DI FORMAZIONE ED ATTIVITÀ CLINICA IN ZIMBABWE 2016-2017 - 2018

Il progetto triennale intende continuare ed implementare la precedente attività di formazione e conseguente attività clinica svolta negli anni scorsi relativa ai due progetti sanitari:

  1.  Progetto di diagnosi e terapia precoce del carcinoma del collo    uterino
  2.  Progetto cardiologia di emergenza

 iniziando  la formazione del personale sanitario zimbabwano, curando il mantenimento delle competenze nel tempo, assicurando l’attività clinica con nuove tecnologie in altre due specializzazioni sanitarie essenziali quali la chirurgia toracica e ginecologica  e  la radiologia, al fine di portare  una nuova speranza a centinaia di ammalati dello Zimbabwe che altrimenti, a causa della loro povertà e della carente  situazione sanitaria degli ospedali governativi,  non avrebbero la possibilità di farsi curare.  In considerazione degli ottimi risultati raggiunti dai due precedenti progetti, il Dr. Wenceslas Nyamayaro, direttore medico provinciale della Provincia Mashonaland West ed il Dr. Collet J. Mawire, direttore sanitario dell’Ospedale Provinciale di Chinhoyi, che copre tutta la Provincia  Mashonaland West dello Zimbabwe, si sono rivolti al Dr. Carlo Spagnolli, già responsabile sanitario dei precedenti progetti, al fine di ottenere la disponibilità di una ulteriore collaborazione per continuare  e implementare le varie attività cliniche  con l’apporto di nuove tecnologie. La nostra Associazione Lifeline Dolomites onlus, da sempre accanto al dr. Carlo Spagnolli, che da 40 anni svolge la sua attività medico-umanitaria a favore delle popolazioni bisognose africane, seguendo le indicazioni dello stesso dr. Spagnolli propone pertanto il presente progetto.

Collaborano a titolo gratuito e volontario con grande disponibilità i seguenti medici:

 il Dr. Roberto Bonmassari Direttore del Reparto di Cardiologia,

la Dott.ssa Prisca Zeni, Dirigente del Reparto di Cardiologia,

il  Dr. Giuseppe Tirone, Direttore del Reparto di Chirurgia  2

dell’Ospedale Santa Chiara di Trento

la Dott.ssa Bruna Zeni e il Dr. Dario Visconti, già Direttori rispettivamente del Reparto di Ostetricia e Ginecologia e Radiologia dell’Ospedale di Cavalese;

il Dr. Domenico Catanzariti, Dirigente del Reparto di Cardiologia dell’Ospedale  Santa Maria  del Carmine di Rovereto, Responsabile della Struttura semplice di “Cardiologia Invasiva”;

l’infermiera  Alberta Spagnolli e altro personale infermieristico e tecnico degli ospedali sopracitati.

Dal punto di vista sanitario la responsabilità del progetto verrà affidata al dr. Carlo Spagnolli, residente permanente in Zimbabwe dal 1996, che lavorerà assieme al dr. Wenceslas Nyamayaro, Direttore Medico Provinciale della Provincia Mashonaland West e al   Dr. Collet J. Mawire, Direttore Sanitario dell’Ospedale Provinciale di Chinhoyi. 


OBIETTIVO GENERALE:

  1. Implementazione del progetto per la diagnosi e terapia precoce del carcinoma del collo uterino con apertura 4 nuovi centri sanitari di diagnosi e terapia
  2. Implementazione del progetto di cardiologia di emergenza
  3. Avvio progetto di attività diagnostica e terapia chirurgica con tecniche laparoscopiche
  4. Avvio del progetto di diagnostica per immagini
  5. Avvio del progetto formativo in tecniche di emergenza per personale sanitario locale
  6. Avvio di attività di educazione sanitaria per le donne sia delle aree urbane che rurali

Tutti i punti sopra riportati prevedono una importante fase di formazione del personale sanitario zimbabweano al fine di mantenere un adeguato e    costante livello di prestazioni, con la messa a disposizione delle attrezzature specialistiche necessarie.

Partner locale: la Direzione dell’Ospedale Provinciale di Chinhoyi, nella persona del Dr. Wenceslas Nyamayaro, Responsabile Medico Provinciale e del Dr. Collet J. Mawire, Direttore Sanitario mentre la responsabilità del progetto in loco viene affidata al Dr. Carlo Spagnolli, residente a Chinhoyi, 14 Valencia Crescent. 

Responsabile del progetto: Claudio Merighi, Presidente Ass. Lifeline Dolomites onlus.

OBIETTIVO SPECIFICO:

  1. Implementazione del progetto per la diagnosi e terapia precoce del carcinoma del collo uterino

             Responsabile Sanitario e Formatore  il Dr. Carlo Spagnolli

            Obiettivo: implementare attività di diagnosi e terapia precoce carcinoma                                cervicale con

                                Apertura altri 4 centri sanitari presso:

  1. St.Michael's Mission Hospital Mhondoro
  2. Fr. O' Hea Mission Hospital Kutama
  3. Sanyati Baptist Mission Hospital,Sanyati
  4.  Makonde Christian Hospital, Mangura

                                 Dotazione di attrezzature e materiale sanitario per i 4 nuovi centri sanitari

                                Organizzazione di 1 corso di formazione/aggiornamento all’anno x 3 per un                              totale  di  42  medici/ostetriche/infermiere

                        Costo attrezzature e materiale sanitario € 29.000,00.-

              

RELAZIONE DETTAGLIATA ATTIVITÀ DEL PROGETTO:

Implementazione del Progetto di Diagnosi e terapia precoce  del      carcinoma del collo uterino in Zimbabwe

Questo progetto, come quello sviluppato nel periodo 2013-2015 e che ha avuto un grandissimo successo con lo screening in tre anni ad oltre 15.000 donne, 900 circa delle quali guarite con la crioterapia per la presenza del carcinoma cervicale,  è essenzialmente orientato sul training dei Medici e personale sanitario locale dello Zimbabwe per assicurare alle Donne, a bassissimo costo, un servizio essenziale e prioritario in una situazione tragica, in cui questo tipo di cancro è, anche più che in passato, la prima causa di morte oncologica femminile.

Le Donne sieropositive e soprattutto quelle immunodepresse sono ad altissimo rischio di contrarre il virus HPV (Human Papilloma Virus), che inizia il processo di degenerazione dell’epitelio cervicale e porta al carcinoma. La maggior parte delle Pazienti arriva in ospedale in stadio 3, quando l’unica opzione è la radioterapia, costosissima e aleatoria (esiste un solo apparecchio in tutto lo Zimbawbe, al Parirenyatwa Hospital di Harare, ed e’ spesso fuori uso.)

La somministrazione del Vaccino anti HPV alle adolescenti, come prevenzione di questa infezione, è per il momento impossibile a causa del costo proibitivo (200 USD/persona).

La diagnosi precoce si basa (come in Italia) sulla colposcopia, ovvero dalla osservazione del collo dell’utero con fonte luminosa, con applicazione di acido acetico e liquido di lugol, per evidenziare aree non captanti sospette e sul test di Papanicolau, con successiva lettura citologica degli strisci.

La terapia precoce consiste essenzialmente nella cauterizzazione e conizzazione cervicale, che asporta le lesioni CIN 3 e i carcinomi in situ, con successiva guarigione. Un intervento quasi sempre da day hospital che si può effettuare anche nei centri sanitari di base.

Un ulteriore semplificazione delle procedure, approvata dal Ministero della Sanità dello Zimbabwe e attuata come progetto pilota in altri sei paesi africani tra il 2004 ed il 2009, con finanziamento OMS, è quella della colposcopia seguita da applicazione di crioterapia alle aree non captanti del collo uterino. Questa procedura viene incoraggiata dall’OMS come sostenibile ed efficace nei paesi con limitate risorse destinate alla sanità, poiché è possibile effettuarla nei centri sanitari di base e non richiede anestesia. Nel caso vengano riscontrate lesioni non aggredibili con la sola crioterapia si passa alla terapia con ansa diatermica e bisturi elettrico (conizzazione cervicale) che verrà effettuata presso le sale operatorie ospedaliere.

Questo Progetto si può ben considerare un completamento indispensabile delle Terapie ARV antiretrovirali, dato che molte di queste pazienti in terapia sviluppano comunque il carcinoma.

Dal punto di vista medico la responsabilità del progetto verrà affidata al dr. Carlo Spagnolli, residente permanente in Zimbabwe dal 1996, che lavorerà assieme al dr. Wenceslas Nyamayaro, Direttore Medico Provinciale della Provincia Mashonaland West e al dr. Collet J. Mawire, Direttore dell’Ospedale Provinciale di Chinhoyi che sarà disponibile come sede di addestramento; la struttura verrà messa a disposizione gratuitamente, senza oneri di spese di gestione.

  1. L’attività formativa verrà svolta presso l’Ospedale Provinciale di Chinhoyi.
  2. L’attività diagnostica di base verrà effettuata presso l’Ospedale Provinciale di Chinhoyi e successivamente nei 4 nuovi Centri Sanitari dai quali proviene il personale sanitario da formare.
  3. Il pasto di mezzogiorno per il personale in formazione verrà offerto dall’Ospedale di Chinhoyi
  4. Le bombole e il protossido di azoto verranno per i 4 nuovi centri messi a disposizione dall’Ospedale di Chinhoyi.

 

Al fine di creare una rete di comunicazione fra i vari ospedali coinvolti nel progetto e i centri di formazione per assicurare il monitoraggio del progetto stesso ed eventuali scambi di informazioni, è previsto l’acquisto di n. 4 computer portatili, con relativa stampante, monitor e macchine fotografiche con lenti addizionali da destinare alle strutture sanitarie dove opereranno i medici formati, più un computer portatile per il capo progetto.

Sono previsti tre corsi di formazione e aggiornamento di una settimana (uno all’anno) per 42 sanitari fra chirurghi generali, medical officers, ostetriche ed infermiere professionali zimbabweani, che possono poi assicurare la continuità del protocollo diagnostico-curativo in molti Ospedali missionari e governativi dello Zimbabwe che diverranno strutture di riferimento, donando sollievo e speranza a migliaia di Donne e ai loro figli. In particolare il progetto è rivolto ai GMO (General Medical Officer), che non devono essere necessariamente specialisti in ginecologia, e che sono equiparabili al chirurgo generale italiano. Questo permette di formare un più alto numero di operatori sanitari.

                            

  1. Implementazione progetto di cardiologia di emergenza

 

        Resp. Dr. Roberto Bonmassari –

        Coll. Dr. Domenico Catanzariti – Dott.ssa Prisca Zeni 

        n. 4 personale Infermieristico

 

      Obiettivo:

Verifica attività in atto e potenziamento con attività non invasiva e      valutazione implementazione di impiantistica di pacemaker.

      Impegno professionisti   1 volta all’anno per 10 giorni

Dr. Roberto Bonmassari + Dott.sa Prisca Zeni +  n. 2 personale   infermieristico

     Dr. Domenico Catanzariti + n. 2  personale infermieristico

    

             RELAZIONE DETTAGLIATA PROGETTO

 Implementazione progetto di cardiologia di emergenza

 

            L’obiettivo  è di implementare  presso l’ospedale provinciale di Chinhoyi (Zimbabwe) la formazione e l’attività clinica presso l’Unità di Terapia Intensiva Cardiologica (o “coronarica” più impropriamente detta) costituita  nell’anno 2014, in quanto non esisteva ancora  in tutto lo Zimbabwe tale struttura (la più vicina era in Sudafrica a Johannesburg ed  a conduzione privata, così escludendo per ragioni di censo larghe fasce di popolazione, oltre che per ragioni  di distanza) su  un territorio di circa 3.000.000 di  abitanti (1.300.000 nella provincia del Mashonaland West con capitale Chinhoyi e 1.700.000 nella regione di Harare – capitale dello Zimbabwe).

          Come già evidenziato nel precedente progetto vi sono inoltre una molteplicità di cardiopatie, la cui distribuzione è nettamente differente da quella dell’occidente più avanzato: l’età media nettamente più bassa rende

Prevalenti le cardiopatie pediatrico-giovanili di origine congenita o post-infettiva su quelle di tipo degenerativo e/o senile, quindi meno coronaropatie e una maggiore incidenza di cardiopatie valvolari reumatiche e post-miocarditiche a decorso accelerato e aggressivo.

In tale contesto, per assicurare la dovuta sostenibilità e una garanzia futura di continuità delle attività cliniche,  è indispensabile, l’aggiornamento e monitoraggio della preparazione del personale locale ed il controllo del buon funzionamento delle apparecchiature precedentemente installate.

    Si prevede che, fatte tutte le formazioni adeguate, con il materiale precedentemente fornito l’Ospedale Provinciale di Chinhoyi potrà provvedere direttamente a proseguire l’attività con le proprie risorse.

 

In particolare necessita:

 

         La formazione di competenze:

 

-        Mediche internistiche per la diagnosi e terapia delle patologie cardiache con skill nella lettura ECG, analisi del ritmo in telemetria, esecuzione di ecocardiogrammi, utilizzo del defibrillatore manuale e semiautomatico, gestione dell’ arresto cardiorespiratorio;

-        Mediche operative e di piccola chirurgia per la impiantistica di pacemaker temporanei/definitivi;

-        Infermieristiche per la assistenza e le competenze relative a “Basic Life Support and Defibrillation”, uso del defibrillatore manuale/semiautomatico, valutazione dei parametri vitali come saturimetria d’ ossigeno, PAo, e dei sintomi e segni vitali clinicamente rilevanti, assistenza in sala operatoria nell’ uso del portatile radiologico e nella manipolazione del materiale sterile di sala.

 

  1. Avvio progetto di attività diagnostica e terapia chirurgica con tecniche laparoscopiche con formazione del personale locale

 

Resp. Dr. Giuseppe Tirone per chirurgia laparoscopica toracica-addominale + n. 2 personale infermieristico

 

Resp. Dott.ssa Bruna Zeni per chirurgia laparoscopica ginecologica

+ n. 2 personale infermieristico

 

     Obiettivo:

Iniziare la chirurgia laparoscopica mini-invasiva in patologia toraco    addominale e   patologia pelvica e patologia ginecologica con formazione del personale locale.

     Impegno professionisti 1 volta all’anno per 10 giorni  

      Dr. Giuseppe Tirone + 2 Infermiere

      Dott.ssa Bruna Zeni + 2 infermiere

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      Necessità attrezzature/materiale sanitario per laparoscopia toracica e       ginecologica (€ 24.000) (strumentario dedicato poliuso risterilizzabile)

 

LA COLONNA DELLA LAPAROSCOPIA E’ STATA DONATA DALLA DITTA WALDNER

     

RELAZIONE DETTAGLIATA DEL PROGETTO:

 

Avvio progetto di attività diagnostica e terapia chirurgica con tecniche laparoscopiche con formazione del personale locale

 

Obiettivo:

Iniziare la chirurgia laparoscopica mini-invasiva in patologia toracica-addominale e patologia pelvica-ginecologica con formazione del personale locale

 

 Razionale: La distribuzione territoriale delle strutture sanitarie in Zimbabwe, in particolare nella Provincia del Mashonaland West (grande circa come Triveneto ed Emilia Romagna, ma con una densità di circa 21 abitanti/Kmq), consente l'esecuzione di importanti interventi chirurgici solo nell'Ospedale di Chinhoyi. La possibilità di diagnostica e terapia mini-invasiva attraverso tecniche laparoscopiche porterebbe benefici effetti: minor durata delle degenze, complicanze e sequele post-operatorie di minor numero e gravità, fattori importanti nel momento del rientro a domicilio a grandi distanze dall'Ospedale. La formazione di personale locale, sia medico che infermieristico, consente la sostenibilità nel tempo del progetto.

 

  1. Avvio progetto di diagnostica per immagini

                     Relazione e costi

 

Il progetto, svolto dal dr. Dario Visconti, con la collaborazione della tecnica sanitaria di radiologia medica Francesca Cattoi, prevede due sottoprogetti:

 

4/A   Formazione di personale medico e paramedico locale e monitoraggio:

Utilizzando le apparecchiature già presenti presso l’Ospedale Prov.le di Chinhoyi ci si prefigge l’obiettivo di formazione in diagnostica ecografica dell’addome e delle parti molli, anche con metodiche color doppler. Con la supervisione del Gruppo Ambulatorio ecocardiografia dell’Unità Operativa dell’Ospedale Santa Maria del Carmine di Rovereto, è prevista inoltre la prosecuzione dell’attività di diagnostica e formazione in ecocardiografia. In previsione della prossima donazione e consegna di un’apparecchiatura TAC Multislice, è prevista la formazione e tutoraggio dei tecnici di radiologia locali al fine di ottimizzare l’utilizzo e garantire la costanza della qualità delle prestazioni.

E' previsto inoltre l'addestramento in tecniche ecografiche di base per un medico residente operante presso il Centro Sanitario e di Formazione per la Donna “Giovanni Spagnolli” di Harare.

I tempi di questo sottoprogetto sono quantificabili in: Dr. Dario Visconti  30 giorni all’anno per tre anni, la tecnica sanitaria di radiologia medica Francesca Cattoi  20 giorni  in occasione dell'installazione dell'apparecchiatura TAC.  

 

4/B. Approntamento di rete di telemedicina: previa valutazione della tipologia e qualità dei collegamenti informatici in loco, si vuole assicurare attività di teleconsulto, verifiche di qualità e assistenza di base a distanza, sia in ambito radiologico che cardiologico e laparoscopico.

Per ottenere questo risultato sono necessarie le seguenti strumentazioni:

4B/1 : Installazione rete LAN interna ospedaliera, con messa in rete di Radiologia, Blocco Operatorio, Cardiologia e Terapia Intensiva, Ostetricia-Ginecologia

I tempi di questo sottoprogetto sono quantificabili in 15/20 giorni il primo anno del tecnico installatore di ditta specializzata per stesura e collaudo rete e posti di lavoro; è prevista la formazione del personale tecnico locale.

4B/2 : Installazione Workstation (1 postazione), fornita di server e  UPS                 

I tempi di questo sottoprogetto sono quantificabili in 15/20 giorni il primo anno del tecnico installatore di ditta specializzata per ottimizzazione prestazioni delle apparecchiature e formazione del personale tecnico locale. E' prevista la formazione del personale locale (tecnici di radiologia e ufficio tecnico)

4B/3 :  Completamento installazione e messa in rete delle apparecchiature di computed radiography  già presenti in loco 

I tempi di questo sottoprogetto sono quantificabili in 7/10 giorni il primo anno del tecnico installatore di ditta specializzata  per ottimizzazione prestazioni delle apparecchiature e formazione del personale tecnico locale. 

Costo € 13.000,00.-

 

5.    Avvio di progetto formativo in tecniche di emergenza per personale locale

         Svolto dall’infermiera Alberta Spagnolli,  prevede l’effettuazione presso l’Ospedale di Chinhoyi  ed in sedi periferiche di corso formativo  per laici sul Basic Life Support adulti e pediatrico (con materiale didattico e manichini nuovi donati dalla stessa infermiera), Conservazione Farmaci, Trattamento dei principali Quadri Clinici in Urgenza.

Tempi: 10 giorni all’anno per tre anni.

  1. Avvio di progetto formativo di educazione sanitaria  alle donne delle aree urbane e rurali

     Svolta dall’infermiera Alberta Spagnolli, prevede l’effettuazione presso l’Ospedale di Chinhoyi e presso il Centro Sanitario di Harare di corsi formativi su Educazione Sanitaria, Trattamento dei Principali Quadri di Emergenze Domestiche e Tecniche di assistenza.

Tempi: 20 giorni all’anno per tre anni.

Attori

L’associazione proponente è l’Associazione Lifeline Dolomites Onlus, con sede a Pozza di Fassa, Strada de la Veisc, 40, nella persona responsabile del Presidente, Claudio Merighi; ha 54 soci e 50 volontari operanti in Trentino nella solidarietà internazionale. L’Associazione proponente collabora con il dr. Carlo Spagnolli  dal 2000, anno di fondazione. Le attività più rilevanti svolte negli ultimi due anni in Trentino sono state la raccolta con relativa parziale distribuzione in loco e spedizione via container in Zimbabwe, Uganda e Romania di aiuti umanitari, alimentari e sanitari oltre a momenti di sensibilizzazione sul territorio trentino (come da allegato).

Nel progetto si prevede la collaborazione di altri enti/onlus del Trentino:

A). L’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari, alla quale verranno chiesti parte dell’equipaggiamento diagnostico e terapeutico dismesso dalle strutture ospedaliere trentine.

B). Il Comune di Pozza di Fassa e il Comun General de Fascia effettueranno sul territorio, attraverso i media e con conferenze, opera di sensibilizzazione sul tema sanitario e sulle problematiche di queste patologie in Africa oltre al sostegno economico del progetto.

C). La Fondazione San Vigilio di Ossana onlus, che  sviluppa progetti di cooperazione internazionale e di formazione in varie parti del mondo.

D). Il Comitato della Croce Rosa Italiana di Vigo di Fassa con la quale si prevede di collaborare a sostegno delle reciproche attività in modo concreto attraverso le proprie disponibilità di aiuti umanitari.

Si allegano le lettere d’intenti dei rispettivi partner.

Destinatari:

Il progetto copre tutta la Regione del Mashonaland West dello Zimbabwe, grande quanto il Triveneto ed Emila Romagna messe insieme, con densità abitativa molto bassa (c.a. 21 abitanti per Km2) con notevoli distanze dai centri sanitari.

Per quanto riguarda il progetto sulla diagnosi e terapia precoce del carcinoma uterino è rivolto alla popolazione femminile in età riproduttiva pari a circa 400.000 donne (15-69 anni), per quanto concerne invece le altre attività specialistiche coinvolge tutti i pazienti affetti dalle relative patologie.

Valutazione:

La valutazione verrà effettuata dal dr. Carlo Spagnolli per conto dell’Associazione Lifeline Dolomites Onlus, e dal dr. Wenceslas Nyamayaro per conto del Ministero della Salute dello Zimbabwe.

La valutazione si basa soprattutto su tre livelli:

  1. I risultati del programma formativo, numero degli operatori formati e distribuzione sul territorio.
  2. Numero delle pazienti e dei pazienti visitati ed eventualmente operati.
  3. Valutazione del livello di aderenza ovvero quanti pazienti tornano per il controllo a distanza.

Sostenibilità:

Per quanto riguarda l’attività relativa al progetto sulla diagnosi e terapia precoce del carcinoma del collo uterino si prevede che i centri che potranno usufruire di operatori formati possano gestire in autonomia il protocollo di diagnosi e terapia precoce, avendo acquisito, grazie al progetto triennale, tutte le apparecchiature necessarie. Si prevede inoltre che con l’avvio dell’attività diagnostica precoce, nel tempo si ridurranno i costi interventistici a carico del servizio sanitario nazionale dello Zimbabwe (ammissioni ospedaliere prolungate, interventi chirurgici, radioterapia, e terapie palliative), così come in tempi recenti è avvenuto in Italia ed in genere nei paesi dove si interviene con questi protocolli. Per quanto concerne le altre attività cardiologiche, chirurgiche e radiologiche si prevede che il personale formato possa in autonomia continuare l’attività clinica anche in considerazione delle apparecchiature acquisite e della possibilità del teleconsulto per via informatica con personale esperto trentino. 

Ricadute locali:

Con i partner locali verranno organizzate delle serate di informazione e sensibilizzazione alla problematica affrontata dal progetto.

  1. In occasione dell’annuale Festa dell’Amicizia e della Solidarietà che si svolge nell’ultima domenica di agosto a Pozza di Fassa organizzata dall’Associazione proponente, verrà presentato il progetto nonché illustrati i risultati dei primi mesi di attività e le fasi a seguire del progetto stesso.
  2. Parte del materiale diagnostico e terapeutico verrà donato da strutture ospedaliere trentine e da Ditte private del settore.
  3. Verrà effettuata una campagna di sensibilizzazione ad hoc rivolta agli operatori sanitari del trentino con possibilità di partecipare a titolo volontario al progetto.
  4. Verrà attivata una campagna di raccolta fondi sul territorio trentino per sostenere il progetto.

Attività specifiche e logistica in Zimbabwe:

  1. Acquisto e spedizione di tutte le attrezzature e di tutto il materiale di consumo previsto nel progetto triennale: il tutto verrà spedito in un unico container nei primi mesi del 2016, ciò al fine di ottenere sia un prezzo particolarmente vantaggioso sugli acquisti, sia per un risparmio sulle spese di spedizione del container. Gran parte delle attrezzature e del materiale sanitario verrà acquistato in Trentino, in quanto non disponibile in Zimbabwe. Parte del materiale di consumo, ottenuto gratuitamente, è già disponibile presso il magazzino dell’Associazione, parte verrà donato dall’APSS.
  2. Programma di aggiornamento e formazione che prevede una parte teorica ed una pratica, rivolta a chirurghi generali, medical officers, infermiere e ostetriche professionali.
  3. Verrà consegnato un diploma di partecipazione.
  4. I formatori e collaboratori verranno in parte ospitati dal Dr. Carlo Spagnolli presso la sua abitazione e in parte alloggiati presso una struttura di proprietà delle Suore S.O.L.A. in Chinhoyi.
  5. Non sono stati previsti i costi relativi al pasto del mezzogiorno per il personale formatore e collaboratori in quanto forniti gratuitamente dall’Ospedale provinciale di Chinhoyi
  6. I trasporti del personale formatore e collaboratori in Zimbabwe vengono assicurati e organizzati dal responsabile del progetto sanitario Dr. Carlo Spagnolli con la collaborazione del capo progetto Merighi Claudio che  sarà presente  nei  periodi annuali di formazione.
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